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1.4 Pareti

Al punto 7.4.3.1 le NTC definiscono parete come "elemento strutturale di supporto per altri elementi che ha una sezione trasversale caratterizzata da un rapporto tra dimensione massima e minima in pianta superiore a 4. Si definisce parete di forma composta l'insieme di  più pareti semplici collegate in modo da formare sezioni a L, T, U, I ec. Una parete accoppiata consiste di due o più pareti singole collegate tra loro da travi duttili (travi di accoppiamento) distribuite in modo regolare lungo l'altezza. ...".

Negli edifici in c.a. si utilizza spesso la tipologia strutturale mista telaio-parete in cui, sempre citando le NTC, "la resistenza alle azioni orizzontali è affidata in parte ai telai ed in parte alle pareti, singole o accoppiate...".

Nel presente programma tutti gli elementi pareti sopra citati vengono modellati in maniera simile ai pilastri (§ 1.3) cioè con elementi monodimensionali (beam) utilizzando opportunamente i conci rigidi per il collegamento delle stesse pareti tra loro o con gli altri elementi del telaio tridimensionale (wide columns model).

In figura 13.1 oltre a due pareti accoppiate (e complanari) poste in corrispondenza dei nodi K, L è stata inserita una pilastrata a partire dal nodo M.  In questo caso la modellazione delle due pareti è identica a quella di due pilastri di identica sezione con l'unica differenza che nelle pareti non vengono generati in automatico conci rigidi in quanto si presuppone che la rigidezza della parete sia molto maggiore rispetto a quella delle travi di accoppiamento che in essa si innestano al punto da poterne trascurare l'influenza.

La trave di accoppiamento che collega i nodi K-M viene generata automaticamente come una qualsiasi altra trave e presenta quindi un tratto deformabile rappresentato in figura dall'asse baricentrico (linea rossa tratteggiata) e da due conci rigidi internamente al perimetro delle pareti. La trave che collega il pilastro M con la parete L avendo l'asse del tratto deformabile disallineato rispetto alla congiungente dei nodi M, L va posizionata (vedi Capitolo 2) assegnando al concio rigido che fa capo al nodo L gli opportuni valori valori di offset (eccentricità) in modo da ottenere per il tratto deformabile il voluto allineamento (evidenziato nella vista in pianta di figura 13.1). Occorre comunque fare attenzione all'incastro della trave M-L nella parete L quanto più la larghezza della parete risulta maggiore della larghezza di innesto della trave:  si consiglia, stante l'incertezza sul grado di incastro effettivo della trave nella parete, di incrementare adeguatamente le armature della trave (ottenute dal programma) sia in campata che all'incastro.

Le pareti previste in programma possono presentare sezioni solo di forma rettangolare le cui dimensioni vengono assegnate nello stesso archivio dei pilastri (archivio pilastri-pareti) specificandone però la tipologia. Ciò permetterà al programma di effettuare il calcolo di dimensionamento e verifica delle armature specificatamente previsto dalle NTC per le pareti.

Molti programmi di calcolo discretizzano le pareti mediante elementi finiti bidimensionali (Shell, Isoshell, etc.). L'utilizzo di questi elementi finiti nelle correnti applicazione spesso crea più problemi di quanti ne risolve:

ETABSSAP90Edifici ca

0.259 cm0.262 cm0.266 cm

Risultati molto vicini da non giustificare il ricorso ad elementi finiti bidimensionali.